venerdì 5 marzo 2010

"UOMINI E BESTIE"

In quel caldo giugno del 44, le retrovie tedesche lasciavano frettolose le vecchie postazioni, per arretrare più a nord il fronte di resistenza all'avanzata delle truppe alleate. Il loro sbrigativo perquisire abitazioni, in cerca di vettovaglie o mezzi di fuga, era caratterizzato da ordini perentori e minacciosi. In casa rovistarono con impazienza, ma inutilmente, formulando incomprensibili espressioni che misero a dura prova il coraggio delle due donne il cui atteggiamento preservò, al bimbo che seguiva intimorito la scena, angosciose reazioni.
Quando le prime autocolonne delle truppe alleate in avanzata si stagliarono lungo l'arteria provinciale, fu un accorrere giubilante di adolescenti e giovani, stimolati anche dalle prime, voraci degustazioni di cioccolato, uva passita, chewing-gum e... gustose sigarette. Novità pressoché assolute, come l'aria che sembrava pervadere la collettività, dopo un ventennio avvolto nelle tenebre di una dittatura totalitaria come quella fascista.
Polacchi e inglesi caratterizzarono lo stanziamento temporaneo nel borgo; gli autoctoni fraternizzarono facilmente con i nuovi arrivati, anche per i vantaggi reciproci che ne derivavano. I dissapori furono circoscritti alla naturale conflittualità tra giovani locali e militari, in concorrenza per la 'conquista' delle graziose paesane. Per i fanciulli tutto era occasione di gioco; i mezzi corrazzati, i cannoni, le armi, i proiettili. Questi ultimi erano particolarmente 'preziosi' per le miccie interne, sibilanti e traccianti; un vero spasso, non sempre innocuo.
Ben presto nuove esigenze imposero il trasferimento dei "liberatori" in realtà più adeguate al susseguirsi delle esigenze militari, lasciando nei borghigiani nostalgia, delusioni, amarezza, specie per l'improvvisa restrizione delle poche, ma preziose risorse che l'opportunità aveva offerto. I più afflitti furono gli adolescenti che persero, in un sol colpo, rare delizie e opportunità di originali giochi.
In quell'inoltrato pomeriggio estivo, sotto un sole ancora fremente, il fanciullo stava recandosi verso il luogo, che gli era stato raccomandato, con la mente assorbita dalle tante novità appena vissute. La strada bianca, polverosa non era più percorsa dai vari mezzi che fino a qualche giorno prima si muovevano con frequenza e per destinazioni ignote.
Improvvisamente, dalla curva in fondo al breve rettilineo, si stagliò una figura titanica, con divisa militare e... volto 'nero'. Il piccolo uomo fu subito vittima di un terrore 'nuovo'. Aveva spesso sentito parlare di selvaggi dalla pelle nera, cannibali, corvini stupratori, da vari anni giustamente sottomessi e civilizzati dalla 'razza' italica nelle varie 'colonie' africane, antecedentemente sottoposte "all'abbruttimento di individui rozzi e primitivi".
Il gigante avanzava con passo poco marziale, ma deciso; il ragazzino, vittima di una crescente angoscia, fu più volte tentato dal naturale stimolo della fuga; ma dove scappare? Sarebbe stato rincorso, acciuffato, divorato? Mentre la fanciullesca fantasia elaborava visioni sempre più fosche, la distanza si accorciava inesorabilmente e il destino sembrava ormai segnato; non c'era che da affidarsi al residuale coraggio ed affrontare 'eroicamente' la sorte.
Forse l'omone aveva intuito i timori del marmocchio; chissà quante analoghe circostanze aveva vissuto nel lungo girovagare sul nostro 'patrio suolo'. Qualche passo prima dell'intersecazione, un soave sorriso e uno sguardo dolcissimo si coniugarono col saluto più delicato che l'enorme soldato potesse esprimere. Il piccolo viandante, completamente rassicurato, tirò prima un profondo respiro per attenuare il turbamento provato, poi iniziò a riflettere sull'origine del suo terrore, pervenendo presto ad una semplice conclusione; gli avevano raccontato un sacco di frottole. Fu così che nel tempo comprese come l'umanità, a prescindere dalla razza, dal luogo di nascita e dalla cultura, è divisa sostanzialmente in due grandi diversità in opposizione: gli Uomini e le Bestie.
I primi godono della saggezza che la natura offre, i secondi si lasciano contagiare dal folle fanatismo.
Non sarà per questo che il genere umano è vittima del conflitto perpetuo
?

Nessun commento:

Posta un commento