sabato 26 dicembre 2009

"UN MOMENTO DI RELAX"



Buon pro vi faccia!

"OBIETTIVO: RIFIUTI ZERO"

In ogni parte del mondo, solo gli affamati e i disperati vorrebbero una 'discarica' a disposizione; il motivo è che questi "esseri non esseri" confidano nei rifiuti dei benestanti per sopravvivere alla disumana condizione che li opprime sin dalla nascita.
In ogni altro luogo, ognuno tende a rifiutare istintivamente un sito tanto sgradevole e 'allarmante'. Ciò vuol dire che le montagne di rifiuti della nostra opulenta società li vorremmo collocati negli immondezzai delle grandi metropoli del 'terzo mondo' o bruciati in località lontanissime.
Questi 'privilegi', per evidenti ragioni economiche e logistiche, non possono essere però soddisfatti; allora che fare visto che una soluzione bisogna assolutamente escogitarla?
L'unica risposta è allora quella di tendere al contenimento dei materiali (non rifiuti) di scarto allo "ZERO". Ciò significa almeno due cose:
1) riduzione della produzione complessiva dei residui, attraverso un nuovo modello di consumo (imballaggi ridotti all'essenza, diffusione distributori e riuso contenitori, borse personali o comunque biodegradabili, eliminazione dell'usa e getta, ecc.)
2) avviare sistemi di raccolta "porta a porta" per una sempre maggiore differenzazione delle sostanze eliminabili, educando e responsabilizzando la cittadinanza anche attraverso la riduzione complessiva dei costi, premiando i cittadini virtuosi e penalizzando gli indifferenti.
Si tratta pertanto di imporre una cultura adeguata alle esigenze dei tempi che stiamo vivendo e che preannunciano, se non si assumono da subito responsabili ed adeguate contromisure, un autentico disastro per le prossime generazioni.
In sostanza bisogna porsi almeno tre obiettivi:
a) fare in modo che i residui indifferenziati siano drasticamente e progressivamente ridotti;
b) incenerire solo sostanze inerti non recuperabili e comunque non pericolose alla salute;
c) recuperare tutti i materiali riciclabili e riutilizzabili;
Se si riuscirà a coronare questo percorso, oltre a maturare la coscienza dei cittadini e a contenere i relativi oneri, che cosa finirà nelle ecoballe? Bisognerà certo avere assolute garanzie affinché non contengano rifiuti speciali (scorie radioattive, residui di metalli pesanti, amianto e quant'altro). Se così avverrà, la pericolosità di una 'discarica' sarà manifesta soprattutto nella pur contenuta mefiticità.
Ovviamente nulla è semplice e niente è scontato; i tempi saranno comunque lunghi e dovranno interessare tutto il territorio provinciale. Il progetto è però realizzabile tanto che presto una proposta concreta sarà sottoposta al vaglio del Consiglio Provinciale; inoltre molti comuni (Montelupone, Appignano, Urbisaglia, Loro Piceno, ecc.) sono ad un livello di raccolta differenziata quasi esemplare.
Nelle attuali condizioni sarebbe pertanto opportuno procrastinare il più possibile la realizzazione di una discarica a Mogliano, cercando nel contempo di valutare accortamente l'evolversi degli eventi che la situazione impone.
Non è certo il caso di affidarsi ad istintive ed egoistiche rivendicazioni, ma certamente esigere, con la dovuta autorevolezza, la tutela dei diritti e delle garanzie di tutta la comunità.
La politica è tale se riesce a maturare consapevolezza, se alimenta la partecipazione, se fa crescere la democrazia ed il protagonismo dei cittadini. Questa sarebbe la prima missione di una buona amministrazione.
I nostrani amministratori non si lascino quindi "abbagliare" da allettanti e fragranti offerte pecuniarie che possono risultare, alfine, molto più onerose di quanto è dato sembrare.

venerdì 18 dicembre 2009

"PERCHE' VINCE SEMPRE BARABBA?"

L'episodio è noto. Duemila anni or sono, nella Palestina occupata dai "romani", il governatore del tempo, Ponzio Pilato, si trovò nell'imbarazzante situazione di dover prendere una decisione piuttosto difficile; condannare un uomo che non aveva compiuto nessun atto criminale. La casta ebraica del tempo, sempre e ovunque ossequiosa verso il potere dominante, ne sollecitava però la risolutiva condanna.
Perché tutto il Sinedrio esigeva una soluzione tanto radicale? La versione ufficiale è quella che tale soggetto, di nome Gesù, si dichiarasse "re dei Giudei".
Certamente una affermazione che al giorno d'oggi, ma sicuramente anche allora, sarebbe stata considerata quantomeno dissennata, addirittura da autentico mentecatto. Quindi un individuo facile da ridicolizzare, emarginare, e comunque assolutamente incapace di 'trascinare' moltitudini, al punto di mettere a repentaglio il potere religioso o politico del tempo.
Allora la realtà era o poteva essere anche altra; magari quella che Gesù fosse un individuo in grado di rivolgersi alle genti con parole semplici, ma penetranti, al punto di svegliare e attivare le coscienze dei tanti plebei e derelitti senza speranza, atavicamente rassegnati e comunque ridotti all'apatia mentale.
Solo una tale circostanza poteva infatti costituire un autentico pericolo per il sovvertimento dello 'statu quo'. C'erano anche delle bande armate, i noti "zeloti", che però operavano attraverso sanguinosi attentati, facili da esecrare e controllare politicamente. E' noto come spesso queste formazioni militarizzate sono raffigurate, impropriamente, come loschi 'briganti' o 'banditi'.
Assumiamo allora questa ipotesi come realistico riferimento al dubbio di Pilato. Si poteva condannare un individuo solo per la capacità comunicativa e le pacifiche, persuasive parole che pronunciava? Il pericolo del penetrante messaggio mediatico di un personaggio che godeva tanto seguito era certamente avvertito dalle autorità, ma erano scribi e sacerdoti che ne intuivano l'immediatezza e la minaccia ai loro consolidati privilegi e, non disponendo di potere legislativo, erano costretti a delegare agli occupanti romani la decisione definitiva.
Pilato vive il dilemma piuttosto serenamente; se ne lava le mani, ma non fino al punto di accantonare il problema; sa che non può permetterselo. Come uscirne pulito? Semplice; affidandosi alla forza di persuasione occulta, ai mass media del tempo, cioè agli stessi potentati religiosi. Il gioco è fatto.
Gesù, uomo originale, diverso, aduso al linguaggio dell'amore e della giustizia, opposto a Barabba, soggetto omologato alla moltitudine, assassino, comunque esecrabile. Il popolino suddito, afflitto da atavica ignoranza, intimorito, ricattato, rinnega e dimentica presto le parole di speranza e libertà dell'innocente Nazareno e lo condanna coralmente alla crocifissione.
Cosa è cambiato nel corso di questi 2000 anni?

lunedì 14 dicembre 2009

"SIAMO UOMINI O CAPORALI?"

Non ho mai 'amato' la dittatura. Conseguentemente, non ho mai amato ne' la violenza, ne' aspirato ad un "padre" cui affidare decisioni e responsabilità che attengono all'esistenza collettiva e pertanto anche a quella individuale. Sono perciò convinto che ognuno, per essere "se stesso", deve essere in grado di gestire la propria vita, di imparare a 'camminare sulle proprie gambe'.
E' per questo che rifiuto ogni assurda o ridicola imposizione tendente a ridurre la mia libertà di pensiero, parola e azione, basando nel contempo la mia concezione di vita sulla consapevolezza che il rispetto, verso gli altri e tutto ciò che fa parte dell'habitat, debba essere assoluto.
Questa è la ragione della mia avversione al 'berlusconismo' e ad ogni sorta di burocratismo partitico, maturata peraltro dopo decenni di fiduciosa e deludente militanza in apparati del genere. Ho alfine compreso (meglio tardi che mai) che l'autentica possibilità di cambiamento della qualità della vita è possibile solo attraverso la propria emancipazione dalla radicata ed estesissima sub-cultura che attanaglia sin dalla nascita. Avete mai provato a pensare come saremmo stati se fossimo nati in terre lontane? Sicuramente avremmo avuto comportamenti, convinzioni religiose e usanze molto diverse da quelle che ci caratterizzano.
Saremmo stati comunque noi stessi? Ne dubito fortemente!. Diversi sicuramente, ma, in ogni caso, formati nella convinzione che il modello di vita acquisito sarebbe stato generalmente considerato "normale", immutabile, tutt'al più tipico per quella data realtà.
Convengo perciò con chi ritiene difficile e faticoso percorrere il cammino verso la propria naturale identità. Verso quella emancipazione che alfine, comunque, appaga ampiamente le nostre genuine aspirazioni, quelle che la fede, in parte, ovunque sublima.
Troppi sono i condizionamenti che gravano sulla soggettiva volontà; basta pensare al quotidiano ricatto imposto dalla necessità per la 'sopravvivenza', in una società basata esclusivamente sulla cultura dell'AVERE e pertanto molto ben disposta verso la beatificante dedizione alla 'carità', ma non altrettanto propensa al solidale impegno per la liberazione dell'umanità dallo sfruttamento e dalle troppe ingiustizie.
Il reperimento delle risorse necessarie, impone quindi la sottomissione o, addirittura, il soffocamento e la frustrazione della stessa dignità. La consapevole paura derivante dalle responsabilità verso i propri cari è sempre condizionante e porta, inesorabilmente, verso la rassegnazione e l'infelicità.
Dopo tanto utile (o inutile) dire, che ne può pensare, come mi è già stato chiesto, un soggetto come il sottoscritto dell'aggressione e ferimento del premier Berlusconi durante la recente manifestazione del PdL a Milano? Una condanna assoluta, senza se e senza ma.
I problemi dei popoli non si sono mai risolti con la violenza, anzi; è storicamente risaputo (da Nerone fino ai nostri giorni) che quando tiranni o democrazie 'dittatoriali' vogliono restringere le libertà individuali, percorrono, senza alcun rispetto per l'altrui esistenza, la via degli attentati (piazza Fontana, ecc. docet). Quando poi qualche esaltato o imbecille provvede nel merito, offre sempre alla vittima l'opportunità di innalzarsi a ... santo o eroe.
Ciò che invece disturba la quiete dei Potenti è sicuramente la capacità di pensare, di riflettere, di analizzare le 'scelte politiche' che incidono su ciascuno; questa è la loro autentica preoccupazione. Non solo pertanto gli 'asserviti' mass media ci propinano offensivi (sia moralmente che intellettualmente) spettacoli finalizzati, esclusivamente, ad ottenebrare le menti, ma disinformano attraverso il travisamento o l'oscuramento dei reali accadimenti.
Non per niente Berlusconi, dopo un sondaggio che rilevava come solo il 20% degli italiani fossero adeguatamente informati e politicamente preparati, definiva il 50% degli altri ... "bambini a livello elementare e neanche tanto svegli".
A prescindere dall'evidente discredito nei confronti di tanta gente, personalmente penso che tanta esaltazione e/o fanatismo, ne siano la scontata controprova.

sabato 12 dicembre 2009

"GLI STRANI PERCORSI DELLA STORIA"

La memoria, in un momento storico tanto caotico e travolgente, perde rapidamente la sua precìpua peculiarità. Non tutti, comprensibilmente, ritengono assoluta e radicale questa affermazione, anche perché ognuno ha una propria visione della realtà che vive e, troppo spesso, le sue 'certezze' non tendono a sollecitare ulteriori e, spesso, fastidiose verifiche.
Allora propongo, per quanti vogliono cimentarsi, la seguente sfida mnemònica; identificare chi ha sottoposto al Premier Berlusconi, tra le altre, le seguenti domande:
1) Il 26 settembre 1968, la sua Edilnord Sas acquistò dal conte Bonzi l'intera area dove lei edificherà Milano2. Lei pagò il terreno tre miliardi di lire. Questa somma del '68, quando lei aveva 32 anni e nessun patrimonio familiare a disposizione, era di enorme portata. Oggi equivarrebbe a oltre 38.739.000.000 di lire. Dopo l'acquisto, lei aprì un gigantesco cantiere edile, che in 4-5 anni edificherà l'area abitativa di Milano2. Tutto questo denaro che gliel'ha dato?
2) Il 22 maggio 1974 la sua società Edilnord Centri Residenziali Sas compì un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni di lire. Un anno dopo nuovo aumento fino a due miliardi (14 miliardi di oggi). Da dove e da chi le sono pervenuti tali capitali in contanti? Se lei non lo spiega signor Berlusconi, si è autorizzati a ritenere che sia denaro dall'orribile odore.
3) Nel marzo del '75 lei diede vita alla Fininvest Srl, 20 milioni di capitale, che l'11 novembre diventeranno 2 miliardi con il contestuale trasferimento alla sede di Milano. L'8 giugno 1978, ancora a Roma, lei fondò la Finanziaria di Investimento Srl, soliti 20 milioni, amministrata da Umberto Previti, padre di Cesare. Il 30 giugno 1978, quei 20 milioni diventeranno 50, e il 7 dicembre 18 miliardi (81 miliardi di oggi, Il 26 gennaio 1979 le due "Fininvest" si fonderanno. Questa massa di capitali da dove arrivò?
4) Sul finire del 1979, lei diede incarico ad Adriano Galliani di acquistare frequenze TV. Galliani entrò in società con i fratelli Inzaranto nella loro rete Sicilia Srl. Soltanto che Giuseppe Inzaranto era anche marito della nipote di Buscetta che nel 1979 non è un "pentito", ma un boss. Lei lo sapeva?
5) Lei fondò l'immobiliare Idra con capitale di 1 milione. Questa società, che oggi possiede beni immobili pregiatissimi in Sardegna, l'anno dopo - era il 1978 - aumentò il proprio capitale a 900 milioni. Come fu possibile?
6) Perché ha acquistato il giocatore Lentini attraverso al finanziaria Fimo che era sede operativa di Giuseppe Lottusi, riciclatore di soldi sporchi della cosca dei Madonia e Lottusi?
Lo ammetto da subito; io non ho una buona memoria e, oltretutto, il trascorrere del tempo non mi è per niente d'aiuto.

lunedì 7 dicembre 2009

"SPERO CHE UN GIORNO MIO FIGLIO CAPISCA"

Sabato 5 dicembre 2009. Una giornata indimenticabile, addirittura storica nella sua originalità. Centinaia di migliaia convenuti a Roma per il "NO B Day". Forti le emozioni, grande la gioia per la prima manifestazione organizzata da gente comune, fuori dai Partiti, assolutamente non ideologizzata. Non potevano ovviamente mancare le bandiere delle organizzazioni politiche che hanno aderito, ma è stata una forte stonatura che non ha comunque avuto nessuna rappresentanza ufficiale.
Io c'ero, come spesso è accaduto, ma l'emozione e stata nuova e straordinaria. Con me c'erano i tanti amici del 'meetup' di Civitanova; un gruppo di giovani con tanta voglia di 'vivere' in un mondo migliore, più giusto, più umano. Alex, geniale nei suoi concreti sogni, Roberto un cuore grande, Tiziana splendida, instancabile lottatrice, altri degni dell'insieme, tra cui Andrea, il sempre meno scettico e il sempre più convinto nell'impegno.
Ecco cosa ha scritto sull'esperienza vissuta:
"Ieri sono andato a Roma, al "NO Cav. Day", con un pùllman organizzato da ragazzi che non conoscevo appartenenti ad uno schieramento politico ('Rifondazione Comunista' n.d.r.). La partenza posticipa alle 9,50.
Arrivo a Roma alle 14; di corsa fuori all'aperto - ondata umana, ressa, scavalcamento - compressione in metropolitana e poi veloci e uniti per non perdersi dietro il fiume di gente che raggiunge il punto di partenza; pesci dentro un fiume colorato all'inizio solo di viola, poche bandiere ancora ordinatamente avvolte e i nostri tricolori (quelli del meetup n.d.r.) al vento come punto di riferimento per non perderci.
Arrivo a p.zza della repubblica, ritrovo di partenza. Subito andiamo verso i gazebo bianchi del "popolo delle agende rosse", un pò defilati, e siamo contenti; sembra di stare intorno al camino mentre fuori c'è la bufera. Ci contiamo; qualcuno si è già perso - pazienza -. Aspettiamo l'inizio della manifestazione, ma tutto cambia; ondate di persone entrano ed escono dalla "nostra casa", giovani, ragazze, anziani, gente normale, politici, telecamere, bandiere ... cazzo le bandiere ... iniziano a sollevarsi come funghi in mezzo ad un prato. Decine, centinaia di bandiere ... bianche I.d.V. e poi rosse 'falce e martello' ... nooo!...passa qualche 'temerario' che sventola l'ulivo PD e vedo, in lontananza, il giallo del 'sole che ride' ... alzo gli occhi e in fondo svolazzano 20/30 palloni bianchi legati a mò di collana dell'I.d.V.. Avrei voglia di strappargliele tutte 'ste bandiere e forare i palloni con una cerbottana ... Guardo i miei compagni d'avventura ... orgogliosi, solo con la bandiera tricolore e l'agenda rossa in mano.
Parte il corteo ... non si capisce niente, ondate, cavalloni. Ci troviamo distanti dal nostro gruppo delle 'agende rosse' con Salvatore Borsellino in testa ... proviamo a risalire ... impossibile ... muro umano; desistiamo e ci prepariamo con le nostre cose. Alex e Tiziana geniali: con semplicità ed efficacia, striscione bianco con scritto "Mangano sei un eroe"; misura 5 mt.. Lo sosteniamo in 6 persone, volto nascosto da un cappuccio nero da 'loggia segreta' e attaccate addosso mostrine con scritto "tessera 1816" e poi il simbolo della massoneria; poi dietro di noi, sopra di noi, le agende rosse e i tricolori spianati.
Compatti ripartiamo. Ci fermiamo dopo qualche metro: ressa di fotografi e persone con telecamere che ci bloccano per documentare. Cavolo dico: quanto siamo importanti! Quasi da gusto ... . Sarà così fino alla fine del corteo: foto a raffica, di continuo, incessanti, senza sosta; qualche free-lance ci fa i complimenti. Luca Telese, giornalista de "il Fatto quotidiano", ci blocca piacevolmente incuriosito ... altri pure; giornalisti con taccuino in mano ci chiedono a quale schieramento apparteniamo. La risposta è una sola: "Alla società civile".
Inizia a far notte ... flash noo, basta flash. Cammino ad occhi chiusi; mi dolgono. Scherzando con i miei compagni dico: "Ehi! abbiamo ottenuto un sacco di popolarità, voglio andare all'isola dei famosi!!"; mi correggono scherzando: "all'Isola dei mafiosi!". Giusto.
Facciamo la strada in salita, mi giro, non ci credo. Mi tiro su il cappuccio: strada piena a vista d'occhio. Proseguiamo contenti; arrivati in piazza San Giovanni - al capo linea - ci fermiamo. scena finale: Alex prende un megafono e dichiara il fallimento della politica corrotta e mafiosa che ha affossato l'Italia; gli uomini incappucciati vengono travolti dalle agende rosse e dai tricolori al vento. Lungo per terra, disteso, esausto. La giustizia vince. Strafoto, straapplausi.
Mi viene da piangere. Ci ricomponiamo con difficoltà. Vediamo lontano il palco con le luci e il megaschermo dietro; che facciamo? Andiamo avanti? Ondate di gente addosso a noi ... no, no spostiamoci sul lato per evitare la corrente ... è tardi ... 17,30; se andiamo avanti restiamo imbottigliati, sembra di entrare in un tram che fa salire tutti e non fa uscire nessuno.
Via, via ... ce ne andiamo a malincuore; ritrovo e sosta ad un bar poco fuori la piazza per rimetterci in sesto, qualcuno al bar, bagni ... comincia a rinfrescare. Torniamo in silenzio per vie laterali verso la Metro"; alla Tiburtina ci aspetta il pùllman, per ripartire alle 19,30. Ancora sfilano per strada.
Adesso tutto è finito, non c'è più nessuno a fischiare e cantare e inneggiare contro ... . Passano a pulire le strade con gli spazzatori. Tantissima gente, anche molta bella gente, molta società civile, ma forse poca ... troppe bandiere ...; dicevamo tra noi: pensa che bello se avessero sventolato solo bandiere tricolori ... sono un pò triste. Spero che sia servito a smuovere qualcosa in noi e negli altri; continuo a chiedermelo mentre scorre il tempo ... .
Arrivo a casa a mezzanotte, aspetto i telegiornali perché non voglio accendere il computer; ascolto: "pezzi grossi mafiosi arrestati" - lui che sforna sicuro dati sul grande successo nella lotta alla criminalità - fischio da capostazione ed inaugurazione treno veloce - 'no cav day' organizzato dall'opposizione sfilano 9.000 persone (altri dicono 90.000) per la polizia, 1 milione per gli organizzatori - cronaca nera. Spengo; vado a dormire.
Dentro il pùllman abbiamo detto che bisogna combattere il vero Potere (di cui B. è solo lo spauracchio) partendo da NOI, da quello che facciamo tutti i giorni, da come ci comportiamo, da quello che consumiamo e come. NOI, ognuno di NOI può fare tanto. Bisogna rimettere tutto in gioco e lo si può fare solo partendo da noi stessi. Le nostre uniche armi sono il potere d'acquisto (per quel poco che ci rimane) e le nostre idee.
Ho speso 21.00 € (20 per il viaggio e 1 per la metro al ritorno). Sono andato in autogrill solo per il bagno. Spero che un giorno mio figlio capisca. Andrea"