In realtà non è solo per empatia con cotanto illustri 'colleghi'. Si tratta invece di una decisione sofferta, elaborata dopo la necessaria e ponderata riflessione imposta anche dalla lunga militanza nella sinistra radicale, dalle tante 'battaglie' combattute, e moltissime perse, per l'affermazione di ideali e principi che non appartengono a chi è convinto dell'ineluttabilità del sistema di vita che subiamo praticamente da ... sempre. I dipietristi infatti non si pongono l'obiettivo di proporre un modo di vivere in antitesi con l'attuale spersonalizzazione dell'individuo, basato perciò su concezioni sostanzialmente diverse (più 'vita', meno mercato) da quelle che, per atavica assuefazione, è pressoché scontato ritenere "normali". Infatti Di Pietro è essenzialmente caratterizzato da una cultura "legalitaria"; non potrebbe essere altrimenti visto che si tratta di un ex magistrato, protagonista di un periodo (quello di 'mani pulite') che ha segnato la storia del nostro Paese.
E' questo il momento di 'sofisticare' su questioni di principio, di velleitari obiettivi, di idealità forti e autentiche, ma lontanissime dai problemi immediati? Non stiamo forse subendo una becera sub-cultura "berlusconiana", fautrice e causa di un degrado morale, intellettuale, economico e umano che non trova riscontro, anche perché sostenuto dai subdoli mezzi di comunicazione e propaganda mediatici, con altri periodi 'neri' del nostro passato?.
Io reputo che la "GIUSTIZIA", non a caso perfidamente e tenacemente resa sempre più impotente dagli attuali ...'uomini di Potere', sia un valore fondamentale, insieme alla 'libertà e alla 'fratellanza' per ogni società civile e autenticamente umana. Senza tale sostanzioso valore, tutto diventa estremamente difficile e ogni velleitario "regime" trova terreno fertile per attecchire e prosperare. Non a caso il mio slògan è: "Senza giustizia non c'è futuro".
E' per questo che metto, ancora una volta, a disposizione la mia modesta e attempata figura in una competizione elettorale di grande rilievo politico; dall'esito che ne scaturirà, infatti, dipenderanno le sorti del Paese, che molto incideranno sulla vita e la speranza delle future generazioni.
Sulla base dei valori della "Resistenza", la mia fortunata generazione ha goduto, nei limiti delle circostanze, i momenti più rilevanti della 'storia repubblicana; niente ci è stato regalato , ma tutto si è conquistato con lotte spesso dure, anche cruente, ma che ci hanno fatto sentire UOMINI in un mondo sempre più dominato dall'avida follia e dall'infatilismo delle 'ambizioni sfrenate'.